Propriocettivity (di Francesco Musso)
Un po’ di storia mia e del metodo.
Niente nasce se non vi è una necessità
Sono un “Operatore di Shiatsu”, nessun altro titolo si adatta meglio a quello che realmente
sono, uno che ha passato gli ultimi quindici anni “immerso” nella relazione con “l’altro”.
Immergendomi, ho cercato due creature strane del mondo corporeo “regolarità” e
“differenze”.
Considero lo Shiatsu un “linguaggio” che ha la bellezza delle cose semplici e nette.
Semplicemente, ho passato la vita a creare il contatto e poi ad ascoltare, riproponendo
all’altro un ulteriore frase comunicativa attraverso un ulteriore stimolo pressorio.
Quello che ho imparato è presto detto.
Quando tocchiamo qualcuno inizia un dialogo che ha poco di cognitivo ed è basato
essenzialmente su una “comunicazione primordiale” con la vita, inizialmente, si può pensare
che questa comunicazione sia rozza ed accidentale, pian piano, invece, si scopre che questa
comunicazione segue delle regole precise, cioè ha un “codice”, composto per l’appunto da
quelle due creature su citate, da quelle che da ora in poi chiamerò fasi corporee, la regolarità e
la differenza. Questo si sente quando si tocca, regolarità e differenze.
Concretamente è molto semplice, per star bene il nostro organismo ha bisogno di vivere
in uno stato “Neutro e simmetrico” riducendo ‘ampiezza delle differenze; il corpo deve
funzionare utilizzando il minimo sforzo possibile per lui e cioè il tono muscolare basale, il
sistema nervoso non deve compiere sforzi per mantenere dentro il corpo emozioni non
espresse, per chi non è avvezzo con il linguaggio del corpo, qualsiasi contrazione muscolare, o
cedimento porta in sé una notizia di “differenza di stato” cioè dice che quella zona è carica di
“non espresso”.
Visto che considero lo Shiatsu un linguaggio, è praticamente un quindicennio che ascolto e
parlo con ogni genere e tipo di corpi e di sistemi nervosi relativi.
In questa discussione perpetua, sono stato condotto ad imparare.
All’inizio, qualsiasi operatore corporeo è affascinato, ammaliato, da una creatura pericolosa,
ogni operatore la brama e la cerca, “la creatura”, in questione, si chiama “cambiamento”.
Non c’è operatore che non cerchi di indurre un cambiamento, chi con tocchi sottili, chi con
manipolazioni, chi con la sacra energia cosmica.
Difficilmente, si trova invece chi non vuol produrre nessun cambiamento indotto o forzato.
Rara è la comprensione che “ogni evoluzione passa da un apprendimento”, e che
l’apprendimento corporeo ha un codice preciso e passa attraverso “la propriocezione”, cioè
il ricevere informazioni su se stessi, sia su dove e come siamo messi nello spazio e su cosa
stiamo usando per mantenere quella posizione a livello muscolare ed energetico.
Semplicemente detto, il sistema nervoso legge il corpo immerso nel mondo e ne monitora
istante per istante, il livello di contrazione, attraverso i recettori cutanei, in particolare quelli
addetti a leggere il peso e le sue variazioni, i corpuscoli del Pacini.
Il sistema nervoso impara, e impara a gestire il corpo nel tempo, lo tiene eretto, contratto,
bilanciato, compensato, impara leggendo come il corpo sta nel mondo, e “nel mondo si sta
sostenendo e gestendo costantemente il Peso del corpo stesso”.
Vivere per il nostro sistema nervoso è un costante esercizio di lettura, adattamento,
calibrazione, perdita e riacquisizione, passiamo la vita in costante ricerca di soluzioni per
gestire il nostro peso corporeo. Ci sediamo per questo, ci sdraiamo per questo, ci muoviamo
per questo, pieghiamo una gamba o l’altra, ci appoggiamo, tutto perché siamo esseri dotati di
peso.
“Propriocettivity”, è un metodo che utilizza questo dialogo permanente tra il sistema nervoso
e il corpo, inserendosi nel dialogo stesso e ricreando le condizioni per essere leggeri e liberi
nel proprio corpo.
Perché codificare un nuovo metodo?
Sia chiaro, io amo lo Shiatsu, funziona, fa bene e senza i principi e le tecniche che
sottendono la pratica, non avrei davvero sviluppato la sensibilità necessaria per codificare
“Propriocettivity”.
Il perché della codifica risiede in alcune motivazioni essenziali per un praticante sincero.
Vi assicuro che esistono sistemi nervosi, davvero, “nervosi, cocciuti e adattati”, a tal punto
che pur se gli parli con un linguaggio cromaticamente ricco, tendono a mantenere stati
corporei compensativi, congelati nel tempo, per anni. Si può soffrire per anni e trattenere
per anni. Ho una certa esperienza e quindi ho sempre accompagnato diligentemente i miei
compagni di viaggio, le persone che ho trattato verso nuovi apprendimenti e consapevolezze
utili, eppure ho sempre sentito di essere vicino a qualcosa di più alto, che si poteva essere più
efficaci, completi.
Ho scoperto che questo elemento, percepito da me come “alto” ,risiedeva nel ridare in mano
alle persone la propria vita, la gestione di sé. “Nessuno vive bene se non fa un viaggio
consapevole, se non fa esperienza di sé, se non scruta la propria corporeità”.
La prima grande ricchezza di cui “Propriocettivity” permette di riappropriarsi è il potersi
gestire, scrutare, riorganizzare, alleggerire e nutrire da soli, attraverso diverse routine di
“Consapevolezza Propriocettiva”, cioè pratiche di ascolto del corpo, di come il peso si
ripartisce nello stesso e di come il sistema nervoso impara nuovi modi di far funzionare il
tutto.
Non mi sono fermato e da Operatore, qual sono, ho codificato diverse sequenze di
“Trattamento Propriocettivo”, rimanendo ogni volta colpito ed entusiasta degli effetti e dagli
apprendimenti realizzati dai miei interlocutori.
Fuor dalle parole, che se pur belle, hanno troppo margine di manovra, posso condurvi a fare
una prova, ad avere comprensione tangibile di cosa mi entusiasma.
Chiamate un vostro amico, o amica, fatelo sdraiare a terra, sulla schiena, in posizione supina.
Ora per i più quello che dirò sarà una scoperta, voi penserete che una volta a terra il peso
del corpo del vostro amico sia ripartito in maniera uguale sulle sue parti. Bene, ora sollevate
prima la gamba destra e poi la sinistra, fate lo stesso con le braccia e ,infine, inserite le mani,
alternativamente, sotto le scapole e provate a ruotarlo nelle due direzioni.
Scoprirete con vostro stupore che i pesi delle gambe sono differenti fra loro, così quelli delle
braccia, per non parlare di come l’amico/a è organizzato rispetto alle sue spalle, magari da un
lato lo ruotate semplicemente, mentre dall’altro pesa una tonnellata.
Quello che state sperimentando, non è una reale differenza di peso fra le parti, ma l’azione del
sistema nervoso sul corpo stesso, “il vincolo imposto da vari apprendimenti stratificati per
permetterci di stare al mondo”.
Molti dolori alla schiena, stati ansiosi, moti di panico, senso di stanchezza, costrizioni
corporee, respirazioni corte e non nutrienti, mancanza di pace interiore, dolori articolari,
non capacità di esprimere la propria vitalità e potrei continuare… trovano spiegazione in
questa azione che il sistema nervoso compie e trovano risoluzione stabili nell’effetto che la
“Rieducazione Propriocettiva” ricrea.
“Propriocettivity”, è uno strumento capace di restituire la leggerezza tipica dei bambini nel
vivere lo spazio corporeo e il mondo, coniugata con la consapevolezza cosciente di un adulto.
Leggeri e Consapevoli nel proprio corpo.
Spero davvero di essere riuscito nell’intento di trasmettervi la mia passione attraverso questo
scritto, mi piacerebbe che chiunque vedrà i video si sentisse parte di un progetto nascente che
potrà condurci a studiare, codificare, praticare e diffondere insieme, un metodo che non è mio
ma appartiene di diritto alla vita e all’uomo.
Francesco Musso
Accademia Siciliana Shiatsu